La fotoritratto del banner è di Giovanni Tinelli, l’artista della fotografia industriale.
menu provvisorio


Pizza di Vignanello

 

La pasta lievitata si può fare in casa, ma si può anche comprare dal fornaio sotto casa. Stendere con le dita unte d’olio otto etti di pasta lievitata in un testo da otto porzioni. Lo spessore della pasta non deve essere troppo sottile, perché deve risultare alta e morbida a cottura ultimata.
Condire la pasta con sei etti di pomodori con tutta la buccia, spezzati e ben scolati; due grossi spicchi d’aglio da tritare finemente; sei o sette acciughe spezzettate; olive nere di leccino intere, amare e non conciate (ma, con un’incursione in altri territori, possono andar bene anche le baresane o quelle di Gaeta, magari snocciolate e tagliate a metà); qualche foglia di basilico (o una spolverata d’origano); una manciata di fiori di finocchio selvatico; olio, sale e pepe. Punzecchiare la pizza con la forchetta, per far penetrare il condimento all’interno e infornare a 220 gradi per circa tre quarti d’ora.
La pizza è pronta quando la pasta è dorata e le bucce di pomodoro cominciano a bruciacchiarsi.
E’ più buona quando si è freddata. Ottima come antipasto, nei buffet, a merenda e a qualsiasi ora del giorno o della notte.

pizza
Illustrazione di Alessandro Ridolfi per il libro “Le ricette di nonna Angelina”

Copyright © 2007 by CLIC. Tutti i diritti riservati.